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"riflessione attiva" sul 68 tema proposto alla 4a riapertura del Circolo, l'11 settembre 2009
Che vuol dire? Analizzare le peculiarità del periodo storico passato alla storia come "il '68 ", esploso in Italia dal 69 al 79, preparato dai fatti di costume e politici partiti dal '64, e "riassorbito" con le scaltre manovre del craxismo negli anni 80.
Riflessione attiva su questi anni e su queste realizzazioni per noi vuol dire organizzare un GRUPPO di LAVORO per analizzare cosa di quel periodo sarebbe utile ricostruire oggi.
Quali potrebbero essere queste strutture? Se da una parte sono organizzazioni, movimenti e organi di stampa, dall'altra certamente c'è il sindacato, la cui funzione non è più da vedere come organizzazione dei lavoratori, ma come organizzazione (certo più difficile) di chi un lavoro non ce l'ha e senza organizzazione resta alla mercé dei ricatti padronali. Se giornali e gruppi di pensiero possono riorientare la sensibilità sociale verso i temi da cui ci si è troppo distratti (istruzione, sanità, previdenza, ricerca), solo il sindacato può realizzare quell'organizzazione indispensabile per contrastare l'attuale tendenza a sfruttare le spinte individualiste dei lavoratori e la capacità di farne dei precari.
Progetto ambizioso. Si, ma non certo esaltato. Cioè abbiamo coscienza che non saremo certo noi a cambiare l'Italia. Ma la lamentela ci sembra debba oramai cedere il posto a qualche tentativo concreto. O almeno questo è maggiormente vicino alla nostra indole. Allora "riflessione attiva" è invito a tutti i nostri soci a rimboccarsi le maniche per studiare e attivarsi verso "forze" che questo progetto possano realizzare, usando il nostro Circolo come "contenitore" di un farsi cittadini attivi.
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