1898 Guerra con la Spagna.

affondamento della corazzata Maine

 

Alla fine dell'Ottocento, la Spagna aveva perso quasi tutte le sue colonie in sfortunate campagne militari; le erano rimaste solo Cuba e Puerto Rico in America, le isole Filippine in Asia ed alcuni territori in Africa e nell'Oceano Pacifico. Soprattutto a Cuba il colonialismo spagnolo aveva ridotto il popolo alla fame; furti, violenze, arbitrii erano gli strumenti consueti dei funzionari coloniali. Già nel 1895 una violenta ribellione aveva scosso l'Isola ed il governatore spagnolo Valeriano Weyler (in foto) l'aveva repressa nel sangue inviando in campi di concentramento non solo gli insorti catturati, ma anche la parte di popolazione che simpatizzava con essi, e a migliaia vi morirono. Ma gli insorti cubani avevano molti amici nei vicini Stati Uniti ed il governo americano, a seguito delle atrocità di Weyler, aveva inviato al governo spagnolo una dura nota di protesta che aveva causato il rimpatrio dello stesso governatore.

Nel gennaio del 1898 gli U.S.A. inviarono addirittura all'Avana una corazzata, il Maine, ufficialmente allo scopo di proteggere i cittadini americani ivi residenti, minacciati dai continui scontri armati tra ribelli cubani e soldati spagnoli, ma in realtà come sfida anti-spagnola e sostegno morale ai cubani stessi.

"Due dollari" fu il messaggio in codice che ricevette dai suoi capi il nordamericano Charles Sigsbee, comandante della corazzata, messaggio che equivaleva all’ordine di preparare la sua partenza immediata verso il porto di La Habana. Il Presidente statunitense William McKinley  (in foto), dopo aver mantenuto il Maine dalla metà di dicembre del '97 a Cayo Hueso, pronto a partire per Cuba, sembrava non avere ancora deciso di intervenire militarmente nell’isola per fare terminare l’insurrezione ed eliminare il potere spagnolo.

 

Ma al tempo era Ministro della Marina Theodore Roosevelt  (in foto) che sarebbe diventato in seguito presidente. Questi aveva già un piano per l’invasione navale dell’isola che aspettava solamente l’ordine di esecuzione.

Il 15 febbraio 1898 la corazzata Maine saltò in aria, causando la morte di 254 marinai nordamericani e lasciandone altri 59 feriti, 8 dei quali in seguito morirono.. Non si seppero mai le cause dell'esplosione: sabotaggio spagnolo o degli insorti cubani, al fine di provocare l'intervento degli U.S.A. nel conflitto? La Spagna in effetti non aveva nessuna intenzione di entrare in guerra ed era disposta a cedere a qualsiasi richiesta sulla questione cubana; lo stesso presidente americano Mc Kinley era contrario alla guerra, ma non aveva fatto i conti con l'opinione pubblica.

 

Da mesi infatti la stampa del gruppo Hearst, allora influentissima, eccitava la popolazione americana con le crudeltà spagnole a Cuba. Al momento dell'esplosione del Maine il potente impero del magnate William Randolph Hearst, con a capo il giornale "New York Journal", e quello di Joseph Pulitzer erano in concorrenza per raggiungere il milione di lettori e quindi entrambi si lanciarono nel compito di denunciare i "sabotatori spagnoli".

Nella cornice di questa concorrenza si dice che il corrispondente di Hearst a La Habana scrisse al suo capo: "Non c’è guerra a Cuba. Chiedo di essere ritirato dall’isola". Il magnate gli avrebbe risposto "Per favore rimani a Cuba. Tu pensa alle fotografie. Io penserò alla guerra". Benché l’aneddoto sia stato enfaticamente smentito dai presunti protagonisti, esso rifletteva l’ambiente "giallista" in cui viveva la stampa statunitense nel momento in cui scoppiò il conflitto.

Dopo la distruzione della corazzata il Congresso nordamericano fu costretto dal Presidente McKinley all’unità con lo slogan "Remember the Maine. To hell with Spain" (Ricordate il Maine. Che la Spagna vada all’inferno).

Il primo maggio del '98 la flotta americana attaccò le navi spagnole nella baia di Manila, nelle Filippine, e le mise fuori combattimento senza riportare perdite, costringendo inoltre alla resa la guarnigione spagnola; una volta assicuratasi la superiorità navale, i soldati americani sbarcarono a Cuba il mese successivo e sconfissero gli Spagnoli in alcune battaglie terrestri. I soldati spagnoli si battevano bene contro le truppe americane ma dovevano anche lottare contro i ribelli cubani, molto bene organizzati, e contro la generale ostilità della popolazione. Il tre luglio quello che restava della flotta spagnola fu distrutto nel porto di Santiago, il 16 luglio la guarnigione spagnola della stessa Santiago si arrendeva dopo dodici giorni di bombardamenti navali e terrestri, ad agosto veniva occupata, senza incontrare resistenza, anche l'isola di Puerto Rico. La "splendida piccola guerra", come fu definita dal segretario di Stato americano John Hay, era finita ed iniziarono subito i negoziati di pace; la Spagna era come tramortita dalla sconfitta inaspettata e non riuscì, in sede diplomatica, a difendere nessuna delle sue posizioni. Gli Stati Uniti ottennero l'indipendenza per Cuba, che si diede una costituzione sul modello americano, e la cessione di Puerto Rico, che divenne uno "stato libero" associato agli U.S.A., dell'isola di Guam nel Pacifico e delle Filippine per 20 milioni di dollari, sorprendendo gli insorti filippini che, guidati da Emilio Aguinaldo, si aspettavano il riconoscimento della loro indipendenza. Come suprema umiliazione, la Spagna, per evitare di cederle agli americani come bottino di guerra, si ridusse a vendere alla Germania le isole Marianne e le isole Caroline, i suoi ultimi possedimenti nell'Oceano Pacifico.

 

L’esplosione del Maine mandò in frantumi i vetri delle finestre delle abitazioni di La Habana più prossime alla baia.

Il capitano Sigsbee stava scrivendo una lettera a sua moglie al momento dello scoppio. Secondo quanto narrò in seguito "stavo chiudendo la busta quando avvenne l’esplosione. Sentii un boato fortissimo e di carattere metallico, seguito da più rumori cupi. Ci furono scosse e un movimento sinuoso della nave. L’impianto elettrico delle luci si arrestò. Quindi predominarono oscurità e fumo".

La corazzata di "seconda classe" fu una delle prime navi da guerra del genere costruita al mondo. Il preventivo per la fabbricazione fu approvato dal Congresso il 3 agosto 1886. Nove anni dopo venne varata e risultò "unica" per essere la prima progettata con disegno nordamericano e costruita in un cantiere della stessa nazionalità.

Nella notte della sua morte il Maine fu colpito da due esplosioni separate avvenute circa alle 21.30. Dopo, le munizioni continuarono a scoppiare per diverse ore. Il Maine restò semiaffondato nel porto di La Habana fino al 1911 quando fu portato a galla e venne aperta un’indagine, la seconda, sulla sua distruzione. Anche questa seconda indagine venne tirata per le lunghe, e rimase inconclusa.

 

Dopo di questa la nave venne sommersa nella sua tomba definitiva davanti alle coste di Cuba e se ne ritiene oggi impossibile il recupero. Nessuno poté provare prima le cause delle esplosioni. Ci sono però delle teorie, alcune manipolate dagli storici per adattare le loro spiegazioni alla guerra che i cubani definiscono "Spagnola-cubana-nordamericana".

E’ confermato che furono due le esplosioni iniziali del Maine. La prima fu di origine sconosciuta e ne provocò un’altra in uno dei magazzini delle munizioni del Maine, dove si tenevano proiettili a-14m e polveri.

Il comandante Sigsbee disse in un rapporto al Governo di Washington che qualsiasi conclusione venisse riferita all’opinione pubblica avrebbe dovuto attendere indagini accurate.

 

Il Presidente McKinley nominò una commissione di ufficiali navali per condurre questa indagine. Dopo aver esaminato le condizioni dell’incidente e le dichiarazioni dei sopravvissuti, questa concluse che la nave era stata distrutta da una mina esterna.

Tuttavia, nel 1911 i sommozzatori non riuscirono a trovare tracce del collocamento di un tale manufatto. Quando la commissione fornì il risultato, diverse settimane dopo il disastro, le autorità spagnole assicurarono che questo era accaduto per un incidente all’interno della corazzata.

Questa opinione non venne tenuta in considerazione. Interessi politici negli Stati Uniti?

A metà della decade degli anni ‘70 venne riaperta una terza indagine senza alcuna conclusione sull’origine della prima e misteriosa esplosione. Gli esperti che sostengono la teoria dell’incidente indicano che l’origine del primo scoppio poteva trovarsi nei depositi di carbone della sala macchine della corazzata, depositi che erano separati dalle munizioni soltanto da una sottile parete in ferro. Questo era un difetto che presentavano praticamente tutti le navi del tipo del Maine nella marina nordamericana dell’epoca.

In accordo con i testimoni presenti, la prima esplosione suonò come uno sparo, anche se molto più forte e aprì un varco che permise all’acqua di entrare nella nave.

La seconda fu molto più intensa e prolungata e il resto delle deflagrazioni avvenne per simpatia.

A prescindere dalle scarse prove tecniche esistenti, gli esperti che hanno studiato la questione indicano che l’equipaggio del Maine era attento alla possibilità che si collocasse una mina, per le tensioni politiche che c’erano a Cuba in quel momento. Arrivando a La Habana, il comandante Sigsbee chiese che la sua nave occupasse nel molo il posto della nave da guerra spagnola Alfonso XII. Questa non poté essere spostata e il Maine ormeggiò in un’altra area sotto l’attenta vigilanza del suo equipaggio.

Avvennero altri incidenti che mantennero costante questa situazione di allerta, tra gli altri il passaggio vicino alla corazzata di piccoli battelli e cartelli ostili ai nordamericani comparsi nella zona. Ciò nonostante la nave rimase al suo posto per diverse settimana senza essere molestata.

I testimoni oculari e gli investigatori riferirono testimonianze portanti a conclusioni contrarie alla teoria della mina. Non si notarono colonne d’acqua tipiche in questi casi, il rumore del primo scoppio fu descritto come acuto, come lo sparo di un fucile e non risultò decimata nell’incidente una quantità apprezzabile di pesci.

Commissioni investigatrici sia della Spagna che degli Stati Uniti si sono allontanate assieme dalla teoria della mina e si sono avvicinate a quella dell’incidente.

Ciò scarterebbe la possibilità che la Spagna avesse sferrato un’aggressione, indipendentemente dal fatto che a Madrid, come fu provato in seguito esaurientemente, non conveniva una guerra come quella.

Alcuni storici hanno suggerito che Washington avesse potuto "autoaggredirsi" per la decisione di combattere gli spagnoli, però quel pretesto non era affatto necessario se si ascoltava la spaventosa campagna della stampa nordamericana favorevole a castigare la Spagna e la certa propensione di McKinley di compiacere l’opinione pubblica così ammaestrata.

Gli insorti cubani, da parte loro, conducevano la loro guerra di indipendenza nei campi, erano in una fase francamente vittoriosa e non li interessò mai l’entrata degli Stati Uniti in un conflitto che potevano vincere da soli. Per altro non avevano i mezzi tecnici per un siffatto attacco.

Theodore Roosevelt, assistente del Segretario di Stato dell’esercito nordamericano all’epoca del luttuoso affondamento del Maine e in seguito Presidente del Paese, ammise pubblicamente che un incidente sarebbe stato possibile. Anche John Long, all’epoca capo di Roosevelt e segretario dell’esercito, prese in considerazione una simile teoria.

Tutti le navi con propulsione a vapore a quei tempi erano in pericolo di essere soggette a esplosioni a causa della possibile combustione spontanea della polvere di carbone che, in navi quali il Maine si depositava nei "bunkers". Una volta dispersa nell’aria, a certe condizioni di umidità e di temperatura, questa polvere diventava volatile.

 

 

Roosevelt approfittò della vittoriosa campagna di guerra per farsi fotografare in tutte le pose in sella al suo cavallo preferito, riuscendo così a conquistarsi - grazie alla complicità degli "yellow papers" di Pulitzer (i tabloid dell'epoca) - un notorietà sufficiente a vincere con facilità le presidenziali dell'anno seguente.

[col termine "yellow papers" si intendevano le testate che navigavano sopra il sensazionalismo delle notizie creando gialli anche dove non c'erano o riportando di preferenza le notizie che di intrigo ne avevano]

 

Nel 1987, una commissione d'inchiesta americana avrebbe riconosciuto che gli spagnoli non ebbero alcuna responsabilità nell'attentato, ma che l'esplosione del Maine  sarebbe avvenuta "a causa di esplosivi stivati troppo vicino alle caldaie".