AFGHANISTAN - AMBIENTE

 

Nome ufficiale: Emirato Islamico dell'Afghanistan

Superficie: 650.000 kmq (più del doppio dell’Italia)

Popolazione: nel 1994 erano stimati 17 milioni, nel 1999: 22 milioni (la metà dell’Italia)

Densità abitativa: 33 abitanti/kmq (meno di 1/5 dell’Italia)

Ordinamento dello Stato: regime religioso

Principali risorse: Cotone, petrolio e gas, oro, oppio

Pil pro capite: 800 $ (300 nel 1993)

Orografia

Il paese è un insieme di altipiani (il 40% del territorio ha un’altitudine superiore ai 1800 metri) separati da catene montuose di cui la principale è l'Hindukush. Questa si estende per circa 960 km in direzione est-ovest con vette che superano i 7000 m. Con l’altra che risale da sud forma come una Y rovesciata (vedi cartina) la cui base si salda in alto col "nodo" montuoso del Pamir nell'Himalaya. I passi naturali che attraversano questa catena rappresentano importanti vie di comunicazione tra le regioni interne del paese e gli stati confinanti: il passo dello Shibar (2987 m) collega la regione di Kabul alla parte settentrionale del paese (Mazar-e-Sharif e pianura circostante e quindi gli Stati a ovest), mentre il Khyber collega la regione di Kabul alla città di Peshawar, in Pakistan.

Il paese è arido e roccioso; la vegetazione è scarsa se non assente, tranne in alta montagna, in rare oasi e nelle zone dove è disponibile l’acqua dei fiumi per irrigare. Qui e dove si irriga estraendo da pozzi, si coltivano alberi da frutta, cereali e cotone.

La pianura a sud, verso l’Iran è prevalentemente desertica, fatta eccezione per le aree rivierasche del fiume Helmand che l’attraversa (il paese non ha sbocchi al mare).

Come fiumi, oltre il citato Helmand, l'Amudarja segna il confine con il Tagikistan, il Kabul è affluente dell’Indo e gli altri piccoli corsi d’acqua sfociano in laghi o paludi.

Clima

Si potrebbe definire  continentale estremo, con differenze a seconda delle regioni e dell’altitudine. La temperatura è caratterizzata da marcate escursioni termiche sia giornaliere che stagionali, dovute soprattutto alla presenza di alti rilievi: durante il giorno possono variare dagli 0° nelle prime ore del mattino ai 38° di mezzogiorno. Per il resto cambia da regione a regione: temperature estive intorno ai 49° vengono registrate nelle valli del nord, mentre le medie invernali raggiungono facilmente i -9° già da quota 2000 sui monti dell'Hindukush. A Kabul, situata a un'altitudine di circa 1800 m, gli inverni sono freddi e le estati temperate; a Jalalabad a sud di Kabul (550 m di altezza) il clima è subtropicale; a Kandahar (1100 m) è mite.

Mediamente il Paese è arido: le piogge, più frequenti tra ottobre e aprile, hanno una media annuale di soli 300 mm. Tempeste di sabbia sono abituali in tutte la zone aride.

Vegetazione e fauna

Sui rilievi ad altitudini comprese tra i 1800 e i 3500 m ci sono foreste di cedri, pini e altre conifere, mentre sui bassi versanti si trovano arbusti e alberi di nocciolo, pistacchio, ginepro e frassino. Alle quote meno elevate la vegetazione è rada e consiste di piante erbacee e arbusti; numerose sono le varietà di fiori selvatici che sbocciano in primavera, sia sui monti sia nella steppa. Tra gli alberi da frutta: albicocchi, peschi, peri, meli, mandorli e noccioli, palme da dattero nell'estremo sud del paese, melograni e agrumi nella zona di Kandahar e di Jalalabad.

La fauna è composta da orsi, gazzelle, stambecchi, sciacalli, linci e volpi; molto numerosi i cammelli, i dromedari, scimmie, cavalli e muli, oltre al bracco (levriero?) afgano e alla pecora karakul, dalla quale si ricavano lana e pelli pregiate.

Popolazione

Composizione etnica: Pashtun 38%, Tagiki 25%, Hazari 19%, Uzbeki 6%, nomadi 3%, Turkmeni 2%, Baluci 1,5%

(secondo Mani tese: i pathani (pashto) costituiscono il 60,5% della popolazione, i tagichi il 30,7% e gli uzbechi il 5%. Il resto è formato da hazari e da nomadi di origine mongola)

 

Dai Pashtun deriva il nome di “Afgani”, perché così era chiamata questa popolazione dai persiani nella loro lingua. Essendo la prima popolazione conosciuta e restando quella maggioritaria, il nome fu poi esteso a tutte le altre popolazioni indigene della zona. (Un altro nome con cui si sentono chiamare i pashtun è “pathani”, perché così li chiamavano invece gli hindustani). I pashtun vivono attualmente sia nel sud-est dell'Afganistan che nel nord-ovest del Pakistan, perché tra il XIII e il XVI secolo dall'Afganistan, terra madre del comune antenato da cui si dicono discendenti, molti pashtun migrarono nella regione che nel 1947 gli inglesi avrebbero chiamato Pakistan. Attualmente sono circa 13 milioni. Musulmani, in maggioranza sunniti, vivono principalmente di agricoltura e dell'allevamento di ovini e caprini. La loro lingua, il pashto, appartenente al ramo orientale del gruppo linguistico iranico e comprende due dialetti principali. La popolazione è organizzata in più di cinquanta tribù, divise in sottotribù, clan e sottoclan e rette da capi che esercitano un potere limitato dai capi delle sottotribù e dei clan o da un consiglio della tribù. Alcuni riuscirono a dare vita in Pakistan a piccolissimi regni.

DEMOGRAFIA
Popolazione: 21.923.000 (1999).
Crescita annua: 1,6% (1980-1996).
Popolazione urbana: 20,3% (1996).
Figli per donna: 6,8 (1998).

 

SALUTE
Speranza di vita: 46 anni;
maschi: 45 anni;
femmine: 46 anni (1998).
Mortalità infantile: 165 su 1.000 nati vivi;
sotto i 5 anni: 257 su 1.000 (1998).
Acqua potabile: 6% (1990-98).

 

Lingua

Ufficiali sono il pashto e il dari. Quest'ultimo – di derivazione persiana – è considerato lingua colta, sia letteraria che per gli atti ufficiali (leggi, contratti tra privati). Lungo i confini del paese minoranze parlano il turco, l'uzbeco, il turcomanno e il kirghizo.

Religione

Musulmana sunnita di scuola hanafi (75% della popolazione) con una minoranza sciita  (24%); esigui i gruppi di ebrei, indù e parsi.

Istruzione

Nonostante l'istruzione sia gratuita e obbligatoria dai 7 ai 15 anni d'età, le drammatiche condizioni interne hanno determinato un altissimo tasso di analfabetismo e solo il 25% della popolazione superiore ai 15 anni sa leggere e scrivere. A Kabul sono presenti più istituti universitari: l'Università di Kabul (fondata nel 1932), il Politecnico (1951) e l'Università degli studi islamici (1988).

dati

Alfabeti: 32%;
maschi: 46%;
femmine: 16% (1995).
Percentuale degli iscritti alle scuole:
Totale scuole elementari: 49% (1990-96);
maschi: 64% (1990-97);
femmine: 32% (1990-97).
Medie: maschi: 32% (1990-96);
femmine: 11% (1990-96).
Università: 2% (1996).

5 quotidiani e 124 radio ogni 1.000 abitanti (1996-97).
(fonte Mani Tese)

 

 

Amministrazione politica

Dal punto di vista amministrativo, l'Afganistan è diviso in 31 province.

Kabul, la capitale (1.424.400 abitanti nel 1988, 2 milioni nel 1995), è posta all'incrocio tra le principali vie di comunicazione che attraversano i passi montani;

Kandahar, 225.000 ab. è centro commerciale

Herat, 177.000 ab. è conosciuta per le antiche moschee, i palazzi e altre testimonianze architettoniche Mazar-i-Sharif, 130.000 ab. è meta di pellegrinaggi religiosi

( i dati sugli abitanti delle città sono del 1988)

 

Economia

L'Afganistan è uno dei paesi più poveri del mondo, con un prodotto interno lordo di 3,2 miliardi di dollari USA (dati della Banca Mondiale, 1986-87) e un reddito annuo pro capite di soli 220 dollari. I piani quinquennali per lo sviluppo dei diversi settori dell'economia iniziati nel 1962 sono stati interrotti alla fine del ‘70 a causa dell'occupazione militare dell'Unione Sovietica e della conseguente resistenza che hanno portato il paese in una condizione di lunga guerra civile. Il conflitto ha inoltre determinato la cessazione degli aiuti economici da parte della stessa Unione Sovietica, da cui il paese era quasi completamente dipendente.

L'80% della popolazione è impegnata nell'allevamento e nell'agricoltura, praticata con strumenti arretrati e in difficili condizioni; la disoccupazione è molto alta, mentre manca una forza lavoro qualificata per l'industria e l'amministrazione.

L'agricoltura, il settore più rilevante dell'economia, produce raccolti sufficienti a soddisfare il fabbisogno interno e in parte l'esportazione. Le colture più diffuse sono frumento, granturco, riso, orzo, ortaggi, frutta e nocciole, a cui si aggiungono semi di ricino, robbia (usata per le tinture di colore rosso), assafetida (una resina medicinale), tabacco, cotone e barbabietola da zucchero, destinati all'industria. L'Afganistan è inoltre ritenuto il maggiore produttore di oppio del mondo. L'allevamento degli ovini fornisce grandi quantità di carni, lana e pelli conciate, in parte destinate al consumo interno e in parte all'esportazione; di grande pregio, in particolare, è la pelle della pecora karakul, molto diffusa nel paese. Altri capi d'allevamento sono rappresentati da cammelli, cavalli, asini, bovini, caprini e pollame. Il settore primario, nel suo complesso, ha subito gravi danni nel corso della guerra che ha sottratto all'agricoltura quasi un terzo dell'intero terreno coltivabile del paese.

Tra gli anni Sessanta e Settanta l'industria manifatturiera ha conosciuto un periodo di notevole sviluppo: il settore tessile, in particolare, ha raddoppiato la produzione di tessuti e filati di lana e cotone, che rappresentano tuttora la principale voce nelle esportazioni del paese. Ci sono inoltre zuccherifici, cementifici, fabbriche di laterizi e scarpe, ubicati soprattutto nel distretto di Kabul; rilevante è inoltre l'esportazione dei tappeti che rappresentano il prodotto principale dell'artigianato locale.

Le notevoli riserve minerarie comprendono oro, argento, rame, berillo e lapislazzuli, oltre a zolfo, ferro, cromo, zinco e uranio, i cui depositi non sono ancora stati appieno sfruttati a causa della difficoltà dei trasporti e della mancanza di specifiche competenze tecniche e di macchinari. Notevole è inoltre la produzione di sale (che soddisfa la domanda interna), di carbone e di gas naturale i cui depositi, situati nella regione nordorientale, furono sfruttati grazie ai finanziamenti dell'Unione Sovietica. Circa il 60% dell'elettricità è prodotta negli stabilimenti idroelettrici posti lungo i fiumi Helmand e Kabul, mentre il rimanente deriva da impianti termali a carbone o a petrolio.

L'unità monetaria corrente è l'afgani, suddiviso in 100 puls; l'istituto centrale di emissione è la Banca centrale dell'Afganistan.

Commercio

Nel 1991, quando il maggior partner commerciale era rappresentato dall'URSS, le esportazioni furono pari a circa 235 milioni di dollari e le importazioni a 884 milioni, mentre stime più recenti relative agli scambi commerciali sono, a causa della protratta guerra civile, scarse e non del tutto attendibili. I prodotti maggiormente esportati sono gas naturale, frutta, noci, tappeti, pelli e cuoio, quelli importati materiali da costruzione, petrolio, macchinari, tè e zucchero. Oltre all'URSS, i maggiori acquirenti sono Pakistan, Gran Bretagna, Germania e India.

 

Trasporti

I collegamenti interni sono estremamente limitati a causa delle condizioni impervie del territorio: il paese non è infatti dotato di una rete ferroviaria e i corsi dei fiumi sono solo in piccola parte navigabili e principalmente utilizzati per il trasporto del legname. La rete stradale, il cui tratto principale collega Kabul alle principali città, si estende per circa 22.000 km, in gran parte non asfaltati e a tratti gravemente danneggiati a causa delle violente piogge primaverili e dei recenti combattimenti. Dromedari e altri animali da soma sono ampiamente utilizzati per il trasporto delle persone e delle merci. La Bakhtar Afghan Airlines è la compagnia di bandiera che effettua collegamenti nazionali e internazionali.

 

Fuso orario:     GMT+4,5

Prefisso internazionale: +93

Dominio Internet:  .af