Vacanza studio in Salento

Mattinate al Mare

 

La Penisola Salentina si protende tra Adriatico e Ionio fino a S. Maria di Leuca, l'antico "finis tarrae" dei romani (per sapere altro sul Salento clicca qui). Sull'Adriatico la costa è prevalentemente rocciosa e il mare subito profondo, mentre sullo Ionio la costa è prevalentemente sabbiosa e il mare  degrada lentamente.

 

Di seguito un esempio delle spiagge che proponiamo:

 

Alimini, sull'Adriatico ma con spiaggia sabbiosa e mare degradante. Una vasta pineta protetta, da percorrere a piedi, divide la spiaggia dagli immensi parcheggi a pagamento anche coperti, e si affaccia alta qualche metro sul mare (vedi foto a lato).

La dimensione del posto permette di stare comodi anche nelle cruciali settimane a cavallo del Ferragosto.

 

 

Nella foto sotto, la bellissima pineta con pini d'alto fusto su macchia mediterranea e uno dei gruppi degli anni precedenti impegnato nell'attraversamento (circa 10' a piedi)

 

 

 

Ottima ristorazione sul mare a prezzi da tavola calda ma con cibi da ricercata cucina.

 

 

 

 

 

 

NOTA culturale: per arrivare ad Alimini da Aradeo si deve passare per Melpignano, attraversamento architettonicamente molto interessante: si può ammirare "il Convento", sfondo ormai noto della "Notte della Taranta", il Palazzo Baronale e la splendida piazza - oggi isola pedonale - con chiesa e mercato del pesce, tutto in pietra chiara leccese.

 

 

 

 

 

Porto Selvaggio, sullo Ionio, Parco protetto, accesso solo a piedi. La lunga strada d'accesso (vedi foto sotto) seleziona i bagnanti: solo i più tenaci affrontano la scomodità del percorso

(vedi foto a lato, scattata il giorno di Ferragosto!)

 

La ristorazione è affidata alla buona volontà di un carrettino che porta a mano fino al mare varie cibarie, bevande e frutta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Interessante la torre con la bella scala rampante: domina il parco da uno sperone di roccia sul mare

(a fianco: "Torre dall'Alto" dove "Alto" sta per Dio)

 

 

 

 

 

 

"l'Orte", sull'Adriatico, presso le rosse cave di bauxite subito sopra Otranto; roccioso ma con mare degradante; ampia zona protetta, accessibile solo a piedi attraversando tre pinete. L'ultima - quella prossima al mare - permette di stare al freddo (!) in pieno agosto: una vera goduria. 

Nella foto sotto: lezione di ballo appunto sotto la pineta "fredda"

 

 

 

 

 

 

 

Buona ristorazione nel piccolo ristorante della scuola per sub (necessaria prenotazione entro le 11)

 

 

 

 

Nel percorso di accesso si incontrano spesso polverose mandrie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da non perdere: la cava di bauxite, oggi chiusa. Attiva tra il 1940 e il 1976, da quell'anno il sito è tornato alla natura; l'acqua ha riempito la cava e ha creato un piccolo suggestivo lago dove è possibile, a pochi passi dal mare, fare bagni d'acqua dolce e provare tuffi.

 

(La bauxite è un minerale dal quale si ricava l'alluminio. Si presenta nella forma di leggeri sassolini ben levigati di colore rosso scuro... facili da portare per ricordo a casa)

 

 

 

 

 

Porto Badisco, sull'Adriatico, sotto Otranto. Adatto agli amanti del SadoMaso a meno di prendere un lettino nella fresca pineta che domina lo strazio delle rocce (nella foto alcuni masochisti si spezzano le ossa o si slogano i piedi con grande piacere).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La pineta di cui sopra è Parco protetto. Vi si trova comodamente parcheggio (anche all'ombra) e si va a mare con un servizio navetta (Parcheggio e navetta 5 €. Lettino prospiciente il mare 5 €). La pineta è attrezzata con grandi tavoli in legno e panche e perfino con bracieri per chi volesse cucinare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più interessante dei bracieri, a mio avviso, il ristorante sul mare, ampio e ben ventilato. (Prezzi buoni e da 5 anni sconti per noi).

 

Nella foto: vista dell'ansa di Porto Badisco dalla fresca pineta. Sul fondo il ristorante citato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Su tutte le spiagge qui elencate non c'è bisogno di ombrellone: la pineta arriva fino al mare, è vasta e freschissima.

L'acqua del mare è limpida e bella (...almeno fino all'anno scorso). Si pensi che l'acqua è invitante anche nei porti: a Castro ci si tuffa davanti al porticciolo turistico; a Otranto si fa il bagno con i mercantili a poca distanza; stessa cosa vicino ai pescherecci di Gallipoli. Dovunque le barche sembrano sospese nell'aria, tanto l'acqua è pulita!

 

Altre spiagge sono a Pescoluse (interessante ristorazione nei bungalow dell'entroterra e freschi ombrelloni di paglia a 5 € sulla spiaggia. D'agosto è un gran carnaio, come però credo dovunque); Lido Conchiglie (pineta sul mare, ma con recente proliferazione di stabilimenti con musica per sordomuti. Il posto è vicino Gallipoli, quindi se ne può tener conto se si pensa di fare poi una visita in paese. Nella foto, l'accesso al mare di Rivabella al Lido Conchiglie); Torre Pali (spiaggia resa suggestiva dal bastione piantato in mezzo al mare davanti la spiaggia. Interessante ristorazione nelle trattorie sulla piazza del paese)

 

 

 

 

Poi ci sono le "spiagge famose" che però spiagge non sono. Si tratta di belle insenature rovinate da manufatti umani o saturati da corpi accaldati nel mese d'agosto.

Prima tra tutte quella del Ponte Ciolo, mostro di cemento armato che ha devastato una insenatura probabilmente bella un tempo. La caratteristica del posto è l'acqua subito molto profonda che permette tuffi da altezze varie, perché varie sono le altezze delle rocce che vi si trovano intorno. Qualcuno si getta anche dal ponte (purtroppo non l'architetto)

Se non si amano i tuffi, in agosto diventa un orribile carnaio da evitare. Discreta ristorazione a livello strada (la "spiaggia" cioè la spianata di cemento, è a una sessantina di metri più in basso).

 

 

Altro carnaio tremendo, d'agosto, è un'incantevole insenatura detta Acquaviva perché piena di polle d'acqua sorgiva (freddissima: io l'avrei chiamata Acquafredda). Possibile sfamarsi in un casotto di cemento sul posto. Meno possibile stendere un asciugamano per terra in agosto, sulle piastre di cemento che coprono l'ingresso dell'insenatura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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