Bio-filmografia di Gianfranco Miglio

 

 

 

Gianfranco Miglio, nato e residente a Roma.   Iscritto alla Fedic-Agis, cineclub Roma

 

 Ho iniziato con lavori in pellicola (Canon8- Nizo S8) per poi passare all’Hi8 nel 1990 indi al semi-professionale con la Sony 9000. Dal 2000 filmo con Sony PD-170E.

La mia attenzione è rivolta soprattutto a temi di carattere sociale, antropologico e  di costume.  Tema preferito, anche a giudicare dai film girati nel corso degli anni. è l’emarginazione in tutte le sue forme. L’attenzione è anche rivolta alle diverse espressioni dell’arte, da quella povera a quella alta, pittura, scultura, musica. Altro tema ricorrente è la Chiesa cattolica con le sue contraddizioni e i sui mali

 

Filmografia

 

 

 

 

 

Solo un accenno –per lo più sentimentale- ai primi film in pellicola 8/super8 , veri e propri peccati di gioventù:

 “Una notte da leone” 

“Tecnica per un suicidio”

“Otto milioni di radioline”,

piccole fiction di carattere esistenziale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 “Oh, che bel centenario!

E’ il primo film di carattere “sociale”

Apprezzato al DAMS di Bologna nel corso tenuto dal Prof. Bernagozzi, scrittore, critico di cinema, cui dobbiamo importanti pubblicazioni sul “cinema corto” tra cui “L’altro occhio” (Patron ed.).

 

”Nel nome del SI” (1974)

“Partecipa” alla battaglia del referendum voluto dalla DC di Fanfani per annullare la conquista del divorzio. Le vecchie beghine mobilitate, i toni da crociata, la storica vittoria del NO. Questo film girato in superotto con mezzi scadenti, stranamente  ha avuto una fortuna inaspettata: oltre ad avere vinto il Primo Premio “Maschera d’argento” al festival Villa di Chiesa di Iglesias, venne, selezionato dallo storico (scomparso)  cineclub “L’occhio,l’orecchio,la bocca”  per partecipare al Festival mondiale del superotto di Parigi nel dicembre ‘74. In seguito venne proiettato,.con altri lavori della Fedic, alla Carnegie Hall di New York.

 

L’altro Natale” (1975)

Viaggio all’interno delle bidonville romane (scomparse da tempo), affianca la lotta dei baraccati romani che occuparono per 69 giorni filati il Campidoglio con soddisfazione finale. Questo film vinse a Montecatini Fedic 75, il festival più importante del cinema indipendente, l’Airone d’oro,  premio assegnato dai giornalisti. Nel dicembre ’75 venne presentato al Filmstudio di  Adriano Aprà ed Enzo Ungari (storici ed eroici inventori del più famoso cinema d’essai) nell’ambito della rassegna “Dimensione superotto

 

“Riconciliarsi?” (1975/76))

 Affronta il tema de “l’essere cristiani oggi”, attraverso un severa critica dell’Anno Santo. Le “armate di Maria”, i baciamani all’anello d’oro del vescovo, i lingotti d’oro in casa del Cardinale...e poi i preti cosiddetti “del dissenso” che operano in silenzio nelle borgate.

Primo premio come “miglior documentario” al festival Intern. di Salerno ‘76, stesso premio ad Iglesias. Invitato al Festival mondiale di San Feliu de Guixsols (SP). Targa Fedic a Montecatini,

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“Basta con...(‘76/’77)

 E’ un film sull’emarginazione realizzato attraverso una serie di pedinamenti di barboni e “matti” nelle strade della Capitale. Ha vinto il Gattamelata d’oro al festival di Padova, Fu causa di scontri sulla stampa locale tra  conservatori veneti e l’autore.

“Quale Spagna?” girato nel 77  si sofferma sul tema del post-franchismo, sollevando dubbi su una democrazia non ancora compiuta. Qualche nostalgia franchista affiora in una processione a Toledo, in cui compaiono affiancati alti prelati e militari armati di mitra .Premio come “Nastro d’oro come miglior film stranieroal Festival mondiale di Rychnov ‘83(Cecosl.). Invitato al festival UNICA di Teheran

 

 “Impatto”

Girato in manicomio nel 1978 nei padiglioni del S.Maria della Pietà (Roma) durante le prime sperimentazioni della Legge Basaglia: lo scambio dei ruoli medico.-paziente, l’elettroshock, le prime “Uscite” ovvero l’impatto dei “matti” con la popolazione. E’ stato proiettato dieci anni dopo nello stesso manicomio alla presenza dei pochi superstiti rimasti nella struttura con effetti immaginabili. Targa Fedic Festival di Montecatini ‘80

  

 

 

 

 

 

“La casa logora chi non ce l’ha

Girato tra il ‘79 e l’81, accompagna l’annosa lotta di centinaia di soci truffati  dalla Cooperativa bianca “Auspicio”. Bocchi stradali, incursioni nel Congresso DC , la contestazione di Galloni,  Andreotti & co. ripresa dalle orecchie del Divo Giulio.

 

 Gli anni ’84-‘85 rappresentano una sorta di pausa di riflessione, apparentemente ludica, un abbandono del cosiddetto impegno “sociale”: ; nascono cosi due film

Spiller...colto in fallo” e  “Scostumanze”,

ambedue girati al Carnevale di Venezia. “Scostumanze” è un ostinato rincorrere (ma anche provocare) situazioni e performance spesso esilaranti, messe in atto da maschere trasgressive quasi sempre ispirate all’Eros. Tuttavia il film è collocato in un contenitore problematico: sia all’inizio che nel finale del “dopo festa” si accenna al degrado della città lagunare

Spiller colto  in fallo” si ispira ai versi di Giorgio Baffo, scurrile poeta veneziano del ‘700, molto simile al Belli romano.(Giorgio Spiller è il nome di un professore che insegnava alla Giudecca, artista a tutto campo, performer che amava travestirsi con un enorme fallo in resina, con intenti provocatori e forse antropologici. Oggi è un apprezzato performer a livello internazionale. Processato per atti osceni in luogo pubblico è stato assolto).

 

 “Rockin’ the rocks”  (’85)

Movimentato corto sulle rocce sarde (Capo Testa), un giochino che oggi potrebbe essere considerato un clip ante litteram

 

“Orgosolo

Girato nell’85 è un excursus su graffiti e murales, realizzati da studenti e prof. di architettura e da turisti di passaggio nel paese sardo.

Miglior film sulla Sardegna,1985”, Medaglia d’argento Presidenza della Repubblica;

 

“Pragma ‘85”

In questo anno nasce tra gli studenti  il cosiddetto “movimento dell’85”, un fenomeno che al momento sembrava fortissimo ma che poi si sfonfio’ nel giro di pochi mesi.

Girato in superotto, si rifà allo sbandierato pragmatismo dei “movimentisti”  e,  pur in qualche modo simpatizzando per le sacrosante istanze degli studenti, ne rivela debolezze e contraddizioni. Tra di loro divertenti adepti dell’Edonismo reaganiano.

Viene proiettato  in diverse scuole di Roma  (Mamiani, Tasso, Liceo artistico ecc e all’università di Roma. Ottiene il Trofeo di categoria documentari al festival Intern. di Salerno ‘86

 

Raffiche di nero”

Girato sia in superotto che in video tra l’89 e il ’90, prende spunto dall’omicidio di un ragazzo di colore (Jerry Masslo) durante la raccolta del pomodoro a Villa Literno, per affrontare il tema del razzismo made in Italy,  mettendo il risalto i valori della mescolanza, vista più come occasione di crescita che come un fardello.

 

È l’unico Super 8 a ricevere il premio al concorso ‘immagini di realtà’ promossa da film-maker di Milano (1991).Primo premio della giuria e del pubblico alla rassegna del cinema indipendente al Grauco di Roma.Trasmesso da Odeon tv e nella rubrica ‘non solo nero’ condotta da Maria de Lourdes(Rai2 ).Proiettato all’università La Sapienza di Roma, ai festival dell’Unità a cinema Massenzio in occasione dell’estate romana , al villaggio globale ,al centro sociale Brancaleone.

 

 

GRRR...” (1991/92)

 Il film si addentra nei sentieri del movimento hip hop, tentando una lettura analitica del graffito attraverso lo studio del colore e dei segni, lasciando trapelare bagliori di ipotesi sulle motivazioni di fondo che guidano la bomboletta spray.

Riceve quattro  premi (montaggio, colonna sonora, del pubblico e Coppa regione Toscana) al festival Fedic “Lastra a-Signa “ .Primo premio categoria documentario ad Iglesias, Trofeo di categoria al Festival Intern.le di Salerno. Altri premi al festival di Canzo, ad Orzinuovi (BS), ad Acireale, a Bergamo per la categoria sperimentale ecc   Selezionato nella sezione Vetrina a Filmvideo Montecatini Fedic nel 1995. Trasmesso da Videomusic nella rubrica di cinema e cultura ‘Moka Choc’

 

 

 

 

Comparse”(1993)

Girato ai funerali di Fellini, vuole essere –con una passerella di personaggi bizzarri, “oggettivamente” felliniani- un irriverente ma affettuoso omaggio al Maestro  F

Film mai presentato ai concorsi.

 

 

“Polka Miseria!”

(1994)

 

 la cinepresa irrompe nei Centri Anziani nel periodo in cui  (dopo la precedente riforma di Amato) Berlusconi e Dini si apprestano a ridimensionare le già misere pensioni: ingiurie ,folklore e rabbia.

 

Premio CGIL-La Maggiolina all’Imago festival per il tema “Il ruolo degli anziani nella società che cambia” . Premio del pubblico al cineclub Cult movies di Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

“Montecitorio, la madre di tutte le piazze” e ”Ombre della ribalta” (1996)

ambedue i film mettono alla berlina i politici rappresentati come macchiette, come ombre sinistre:un balletto di fantasmi assurdi, protesi nello sforzo quotidiano di ottenere visibilità, dunque sopravvivenza.

Selezionato per la serata finale del festival video satira ’komikaze’ promosso dal giornale Cuore a Montecchio.

 

“A Guardia del tempo”

Girato a Guardia Sanframondi (BN) nel 1996 fa sfilare battenti e flagellanti nel corso di una anacronistica - ma non troppo-  mega-processione che si svolge solo ogni sette anni ma dura un’intera settimana: litanie, sangue e vino si mescolano in una cornice medievale contaminata da frequenti incursioni nel moderno/antico rito per impetrare la pioggia ed esorcizzare la morte.

Premiato al concorso”Visiva”(Circolo degli Artisti di Roma) per la ‘sezione documentario’. Primo premio per la sezione Etnica al concorso “Occhio del  Ciclope”(Messina 1997)

 

Asfalto Blues”(1998)

 film di pedinamento che offre un’ampia panoramica live  sull’arte di strada

“Miglior soggetto originale’ al Festival G.Icardi a Montecatini Fedic 1998 .Premiato al Festival di Casteggio.Trofeo di categoria al festival internazionale di Salerno

 

Orgosolo ,dalla terra alla... luna” (’98)

Ritorno ad Orgosolo (Nu) dopo 13 anni dal film omonimo, alla ricerca del cambiamento, di nuovi murales per un raffronto con quelli precedentemente filmati nell’85.

All’antico livore anti-Continente in odore di separatismo, alla rabbia anti governativa, i murales di nuova generazione sono andati via-via andati sostituendo i vecchi con temi di carattere universale, in sintonia col cosiddetto Villaggio Globale, ampliando i concetti di democrazia e solidarietà

 

Ultimo treno”

Girato nel 98/99 a Genova, affronta lo spinoso problema dell’HIV e delle tossicodipendenze, mediante una full immersion nella Comunità di Accoglienza San Benedetto al Porto,fondata da Don Andrea Gallo; un solo percorso :”dalla dipendenza alla pratica della libertà”.

Sullo sfondo ,la storia della Comunità che inizia nel ’70 con uno strano prete che dorme in un sacco a pelo nella piccola Canonica nei pressi del porto...sino alla situazione attuale: accoglienza di 130 ragazzi a tempo pieno, autogestione, due ristoranti, 5 cascine abbandonate rimesse a nuovo,un negozio in centro, una Comunità a Santo Domingo ecc  nonché assistenza a tempo pieno verso chiunque bussi alla porta.

Nel febbraio ’99 è stato proiettato presso la Sala del Consiglio Provinciale di Alessandria.

Presentato nella Sala cd. “Chiamata” dei portuali di Genova (i camalli), padrini d’eccezione:Dario Fo e Franca Rame.

Presentato nell’aprile ’99 alla facoltà di Scienze dell’educazione (Magistero) a Genova, al Centro Sociale Conchetta di Milano, alla Casa della Cultura di Roma.

Menzione di Merito “per il tema sociale affrontato” al Festival di Valdarno Fedic.

Premio come “miglior film che ha affrontato il tema della solidarietà” al festival G.Icardi di Montecatini.

Al Festival Europeo Massimo Troisi (Tirrenia ’99) ottiene il premio Massimo Troisi come “miglior documentario di attualità” nella sezione lungometraggi.

Al Festival Intern.le di Salerno ottiene il “Primo premio per l’informazione sociale”

Viene selezionato per la sezione “Outsiders” al Festival Intern.le di cortometraggi “Arcipelago”

 

 

”Il treno della memoria”  

(dic. 99-2000)

A trent’anni dalla strage di Piazza Fontana a Milano, Franca Rame e Dario Fo, in collaborazione con le Associazioni Familiari Vittime delle stragi (impunite!) In Italia ,hanno organizzato una manifestazione itinerante su di un treno che ha toccato le città maggiormente colpite dagli attentati:Brescia,Milano,Firenze ,Roma.

400 sagome di legno(a simboleggiare altrettante vittime) realizzate dalla Cooperativa operaia di Longiano, arazzi dipinti dagli studenti di tutte le scuole d’arte del Paese sfilano per mezza Italia, mentre gli studenti di Viareggio portano a Roma un gigantesco aereo di 14 mt.  sul modello di quello caduto ad Ustica. Una “processione laica” (come l’ha definita Fo) contro ogni tentativo ipocrita di rimozione.

Segnalato e premiato in importanti Festival, il film realizzato con mezzi risibili, viene stampato in mille copie dalla CTFR (Compagnia teatrale Dario Fo /Franca Rame) che, vendute durante gli spettacoli dei due artisti, concorreranno con altri video, dipinti e libri della coppia ad acquistare 80 pulmini per gli handicappati. Robero Benigni, con una chiamata del tutto imprevedibile, mi ha manifestato il suo gradimento.

 

“ L’altro volto”

La contestazione del G8 a Genova nel luglio 20011, culminato con la morte di Carlo Giuliani.

L’angolazione scelta è del tutto diversa da quella delle TV ufficiali di regime, intente soprattutto a fare audience con reiterate scene di violenza e di teppismo, nel tentativo, in buona parte riuscito, di squalificare -o comunque ridimensionare- la validità della protesta e l’enorme successo della manifestazione che ha visto arrivare a Genova giovani e meno giovani da tutto il mondo, accumunando –come mai era avvenuto prima- diverse generazioni. Nel filmato viene messa volutamente in risalto la parte propositiva del movimento no global, la sua reale dimensione,che è quella pacifista, creativa; dove l’entusiasmo prevale su tutto, dove esplode la gioia di trovarsi assieme a tanti amici sconosciuti che la pensano come te.

E’ stato presentato al Genovafilmfestival nel luglio 2002, un anno dopo i fatti di Genova.

Assieme ad altri tre video (tra cui  “Le strade di Genova” di Davide Ferrario) viene selezionato per la Rassegna “Lo sguardo in movimento”, organizzata dal Social Forum di Carpi-

Viene inserito nel libro “Strade perdute” (Ed.Falsopiano) a cura del CUC (Centro universitario. Cinem. di Genova). Il film è stato acquisito per le indagini sui fatti di Genova dalla Magistratura.

 

 “Basquiat!” (2002)

Oltraggioso omaggio al pittore Jean M. Basquiat (1960-1988)

Attraverso l’utilizzo di un brano musicale di forte impatto emotivo ( Ralph Towner : “Oregon in URSS”) )  il film violenta le opere già problematiche del pittore Basquiat, smembrandole senza riguardi, per ricomporre poi frammenti dei suoi lavori, restituiti in un’unica improbabile opera, simile ad un inquietante puzzle, che sembra moltiplicare all’infinito la geniale follia del pittore.

Riconoscimenti all’Asolo ArtFilmFestival..Selezionato per la Rassegna “L’arte nello schermo” tenutasi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma)

 

“Il lunedì del villaggio! (2007)

Il Festival del Film di Roma visto dalla parte di coloro che preparano l’evento, che smontano le strutture dopo le passerelle. Bulloni e Red Carpet...

 

 

 

 

 

 

 

Anarchica-mente angelico” (46’)

Dal 1998 inizio ad accumulare riprese sul lavoro di strada di don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di Accoglienza di San Benedetto al Porto di Genova, sulle sue notti insonni, sulle feste della Comunità, le Messe “alternative”, realizzando decine di interviste a  persone in difficoltà o in cura, accolte nella Comunità, ai tanti volontari, a coloro che ne sono usciti, sistemati o meno. Le riprese terminate nel 2013 con la morte di Don Gallo, in aggiunta ad interviste realizzate nel 2014,  hanno dato vita in un primo tempo al film “Anarchica-mente angelico” (46’). In seguito il film è stato montato in maniera del tutto diversa prendendo cosi un nuovo titolo “De Gallo bellico

 

 De Gallo bellico” (“le battaglie di Don Andrea Gallo”) 1998-2015 condensa in 39’ la parabola di Don Gallo, conosciuto come “il prete di strada” o “degli ultimi”.

Andrea Gallo ha dedicato l’intera vita all’aiuto dei  ‘piegati della vita’, dei diseredati, degli sbandati, dei drogati, degli alcolisti, delle prostitute, dei trans, dei carcerati affidati. Ha salvato decine e decine di vite strappandole all’AIDS, alla droga, all’alcol, alla solitudine.

Impegnato politicamente (è stato anche partigiano) ha sempre dimostrato libertà e autonomia di giudizio nei confronti di tutti, partecipando a tantissime manifestazioni a partire dal G8 di Genova. Ha combattuto e spesso vinto decine, forse centinaia di battaglie (da qui il titolo del film).

A quest’uomo, a questa sorta di prete laico, scomparso nel maggio del 2013, dobbiamo veramente molto. Le ultime esternazioni di Papa Francesco sembrano, spesse volte, ricalcare il modo di concepire il ruolo della chiesa, ma anche la spregiudicatezza  di questo ’strano prete’, scomodo alle gerarchie ecclesiastiche del tempo, quanto lo sono ora quelle del nuovo Papa..

La sua “storia” è iniziata in una parrocchia di periferia dimenticata da Dio (San Benedetto al Porto di Genova), dov’era stato ‘esiliato’ dalla Chiesa Ufficiale genovese (a suo tempo guidata dal Cardinale Siri) per via delle sue esternazioni pubbliche e delle omelie considerate “rivoluzionarie”, non certo tenere nei confronti dei privilegi, delle contraddizioni e degli scandali della sua Chiesa.

Il filmato, dedicato alla memoria di Don Gallo, non si affida a una scontata cronologia; né insegue un discorso pienamente lineare, anche perché smentirebbe la fama di ‘prete della sregolatezza’,di anarchico seppur angelico, la sua natura di provocatore imprevedibile burlone...ma anche serio nei momenti giusti, ligio alla “sua” Chiesa; severo ed esigente con i suoi ragazzi perché - com’è scritto all’ingresso della sua Comunità- sappiamo che il nostro progetto, quello “dalla dipendenza alla pratica della libertà, è bello ma difficile da raggiungere.....ma è l’unica strada possibile”

 

Nel corso degli anni, in attesa di montare il video di Don Gallo, ho girato corti di varia  natura, da Mariangela! (i funerali della Melato), a  Break the Chain (“donne contro ogni violenza”), Solitude (il MAXXI di Roma visto da una prospettiva inquietante), La carnalità di Rodin” ed altri.

 

Gianfranco Miglio