OSCAR

"...ogni suo concerto

è un viaggio

in sonorità ancestrali, dove la voce echeggia feste e preghiere..."

 

Oscar: nome completo:

   Oscar Bonelli, professione:

   polistrumentista.

 

Tutti però lo chiamano solamente "Oscar", e più che "polistrumentista"  lo considerano un "creativo".

E' difficile, infatti, delimitare quello che Oscar fa sul palco: con vocalizzi, canto armonico, fiati, cordofoni, tamburi,

campane, ance, sonagli, il tutto fuso, ampliato, riproposto con  i più moderni supporti elettronici ma usati come con una sapienza antica, come un rituale, tiene concerti, accompagna danze, sostiene immagini e film, invita alla meditazione, e tutto svolge come una preghiera, come un rito, come una festa.

Come chi è veramente in armonia col suono, con la natura e con se stesso, nei suoi lavori non c'è seriosità, né la mestizia di chi consola il proprio sgomento esistenziale con filosofie esotiche.  Oscar è un vivace, un allegro. Ma, in perfetto equilibrio, si diverte e prega, si diverte e suona, si diverte ... e "ci"  diverte. Mi piace mostrarlo in questa foto dove gioca con ballerine di danza orientale, improvvisando una "danza del ventre", dopo il concerto.

Quanto poi al "polistrumentista", ogni concerto di questo generoso artista equivale a un trasloco. La foto sottostante ne è testimonianza.

 L'arsenale dei suoi strumenti è vastissimo

   ed alcuni strumenti sono oggetti d'arte

   acquistati in remote parti del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo ci ha fatto venire l'idea di creare un

    "museo virtuale" dei suoi strumenti che

     invitiamo a visitare cliccando qui:

 

MUSEO VIRTUALE          

 

 

 

 

            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei concerti tenuti nel "Circolo 8 marzo" dell'associazione Arcobaleno, ha suonato sia da solo che accompagnato da altri artisti: Alberto Savino, grande sacerdote delle tabla indiane (suoi i concerti di musica classica indiana con musicisti provenienti dall'India più volte ospitati dal Circolo); Gabriella Aiello, voce e percussione anche di altre formazioni (Nando Citarella, ad esempio), Nyma Dhondup, tromba tibetana, rolmo e  dormon; Sergio Chiesura  tarabuca, hang, didjeridoo e tamburi a cornice.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da solo, oltre a normali concerti, è stato "colonna sonora" di film come il francese "Baraca", lavoro di tale suggestione, da averne obbligato una replica dopo poche settimane.