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Cenni sulla "danza del Ventre"
Il motivo che spinse "gli occidentali" nell'Ottocento ad invadere l'Oriente e l'Africa in quella ignobile stagione che passò alla storia come "colonialismo" fu accaparrarsi le risorse naturali che abbondavano in quelle regioni. Ma qualche invasore curioso o più spesso solo annoiato, scoprì tra i selvaggi, come ulteriore possibile guadagno, usi e costumi o realizzazioni artigianali insolite e non prive di un ambiguo fascino. Soprattutto un diverso senso del pudore riempiva i puritani europei di eccitata curiosità trattenuta dietro un severo sdegno. Alcune di queste scoperte lentamente fecero breccia anche tra i maestri di pensiero occidentali, dando luogo al gusto per l'esotico che puntualmente poi travolgeva le masse, con guadagni aggiunti per trafficanti e furbastri d'ogni taglia e misura. Nascevano insomma le "chinoiserie", seguite a meno di un secolo dal ritorno delle "tourquerie" già in voga nelle corti di Francia prima della Rivoluzione.
Tra i costumi scoperti, ad allettare le
prouderie occidentali, in Egitto venne notata la presenza di danzatrici
che seminude - per il sentire occidentale del tem
La cultura dei commercianti e degli eserciti arricchiti nelle "colonie" non permetteva loro di sapere che, benché assai diversa dalla loro, i selvaggi a cui depredavano le ricchezze avevano civiltà evolute già quando quella occidentale ancora doveva nascere. E quanto alla sessualità e al pudore, già molti eruditi occidentali avevano dovuto fare i conti (sbavando) col fatto che nelle culle della loro civiltà - la Grecia o l'Etruria, per intendersi - il senso del pudore era diverso e il rapporto con la sessualità addirittura opposto a quello corrente, risolvendo la cosa col fatto che il cristianesimo non aveva ancora elevato quei pagani.
L'ignoranza fa brutti scherzi. E la
Da buoni cristiani, non avevano mai letto a Bibbia e quindi non vi avevano mai letto che presso gli ebrei - il popolo auto elettosi popolo eletto dal Dio - era la donna a cantare e suonare la gioia e il dolore. Questo avrebbe aperto prima la strada ai nostri attuali etnomusicologi per comprendere il tarab, questa qualità molto ricercata dagli artisti arabi, consistente nella "commovente interpretazione della gioia e del dolore". Perché i sentimenti un artista li deve comunicare non in ordine cognitivo (ti faccio sapere quale emozione prova il mio personaggio) ma in ordine emotivo (suscito in te che ascolti la stessa emozione che prova il personaggio che racconto, ti faccio muovere con lui, ti co-muovo). La donna, a cui la natura ha affidato il compito della riproduzione, possiede evidentemente il segreto di quella. Così le divinità che incarnano le capacità riproduttive, cioè la capacità di produrre e tornare a farlo ciclicamente, sono in ogni regione del pianeta divinità femminili. Cibele è donna e la Terra è in ogni civiltà la prima "Grande Madre". E la donna, che il segreto della riproduzione possiede in se, è l'unica che possa propiziarle, quindi propiziare i raccolti e quella risorsa umana che oggi si chiama così, ma che un tempo pur non chiamandosi così, tale era.
La fecondità è sempre stata un dono, una ricchezza, soglia ineludibile del benessere. Ogni popolo l'ha esaltata e propiziata. Perfino gli smorti cattolici con penitenze e digiuni la supplicavano ai Santi e a Maria. I Turchi e gli Egiziani avevano donne che propiziavano la fecondità della terra e quella dei loro ventri, agitando quella parte del corpo che innegabilmente il segreto della riproduzione conteneva. Ed erano balli affidati, come già presso gli ebrei e i messopotami, alla inventiva della donna. Erano balli spontanei del popolo, “Raqs Baladi”. I raqs baladi erano improvvisazioni
basate su movimenti ondulatori o a volte a scatti di segmenti del corpo.
Principe era il bacino, ma poi il collo, il busto, le braccia. Alcune
movenze debbono aver ispirato le varie scuole occidentali di
Nel tempo però corti raffinate o colte danzatrici di maggiori esigenze vollero che il corpo si muovesse anche negli spazi dove si svolgeva la danza, non restasse fermo sul posto come nei cortili delle feste popolari. Si cominciarono ad inventare "sequenze" di movimenti e di passi e a codificare i gesti. Nascevano i "Raqs Sharqi", le danze d'Oriente, chiamate così perché contrapposte ai “Raqs Garbi”, le danze d'Occidente.
Ma all'occhio lubrico del maschio occidentale, illuso per decenni che quelle moine fossero per lui, finché non convinse danzatrici e coreografe a prendere davvero questa finalità con la promessa di una particina ad Holliwood o della fama, all'occhio lubrico occidentale, dicevo, entrambe erano "danza del ventre", in Francia “dance du ventre”, in America “belly dance”, in Grecia “cifte telli”, che è anche il nome di un ritmo turco, dove il ballo è chiamato “rakkase”.
"L’interesse occidentale verso questa
insolita danza si venne a sviluppare intorno ai primi dell’800 grazie al
grande interesse verso la riscoperta degli antichi splendori del Popolo
dei Faraoni. Il primo grande locale di musica tradizionale egiziana,
chiamato “Casino Opera” , fu realizzato al Cairo nel 1926 ad opera di
Badia Masabni, la “madre” della danza orientale. Questa danzatrice di
origine libanese elaborò per prima la sequenza coreografica in una danza
che fino ad allora si basava sulla libera improvvisazione delle
danzatrici. Risale invece al 1956 la nascita della prima Compagnia
Folcloristica d’Egitto, la leggendaria “Reda Troup” il cui fondatore è
appunto Mahmoud Reda. Muoversi fa bene. E' di oggi (ottobre 2008) la conclusione scientifica che il movimento oltre ad allungare la vita e a portare salute migliora le capacità intellettive, conclusione documentata da prove certe. Ma già prima di oggi, alcuni medici erano dell'avviso che specificamente la danza orientale fosse benefica per la donna: le risolveva molti problemi del ciclo mestruale, ne migliorava l'eventuale gravidanza e addirittura ritardava o evitava l'osteoporosi. Mi ha colpito un articolo di una psicologa, forse qua e là un po' troppo fiducioso, a cui rimando (clicca qui) che poneva l'enfasi soprattutto su una molteplicità di benefici psicologici. Articolo di acuta osservazione e di inoppugnabile accordo.
foto della danzatrice e insegnante Stella Petrucci in uno spettacolo al Circolo 8 Marzo
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