La chitarra fingerstyle

rassegna di concerti realizzata

col patrocinio dell'XI Municipio

in collaborazione col portale fingerpicking.net

 

          Per "fingerstyle" si intende genericamente il far risuonare col semplice tocco delle dita le corde di un cordofono, e chi usa questo termine inglese, per "cordofono" intende prevalentemente una chitarra, un banjo o un mandolino. Tra i tanti modi in cui si può suonare uno strumento popolare come la chitarra quello più suggestivo è certo proprio il fingerstyle. Il termine individua un insieme di tecniche diverse, tutte basate, però, sull'uso delle dita per pizzicare le corde e un rapportarsi alla chitarra quasi sempre da solo, senza la partecipazione di altri concertisti, secondo una concezione eminentemente polifonica dello strumento, come accade del resto per il pianoforte. Il fingerstyle è quindi "un modo di suonare", non "un genere musicale". Ed infatti gli appassionati di fingerpicking spaziano dal folk alla  classica, dal blues al jazz, alla canzone d'autore italiana.

          L'associazione Culturale Arcobaleno nel marzo 2007 ha avuto la fortuna di conoscere un gruppo di concertisti che gravitavano intorno al portale "fingerpicking.net" - portale internet  che riunisce una delle maggiori comunità italiane di chitarristi acustici - in occasione di un "Open Mike" organizzato nel suo Circolo di via Pullino da Giorgio Mazzone, ottimo concertista e interessante compositore romano, di casa nel circolo dal giorno della sua apertura.

          Avendo apprezzato le doti concertistiche dei musicisti conosciuti, ed avendo i concertisti gradito l'ambiente del circolo e la sua accoglienza, è nata da entrambe le parti l'idea di una rassegna. Concordata a cena con la saggezza di alcuni bicchieri di vino, la rassegna venne realizzata con successo nel 2007. Il buon esito di quella, ha convinto tutti a ripetere l'esperienza e farne un ,evento fisso del Circolo. Attualmente l'organizzazione è affidata al chitarrista Alfonso Giardino e per il 2010 il calendario da lui messo a punto è il seguente:

 

          Ven 15 gennaio: Davide Citrolo - Giorgio Mazzone

          Ven 29 gennaio: Giovanni Pelosi - Rodolfo Maltese

          Sab 20 febbraio: Leonardo Baldassarri - Roberto De Luca

          Sab 6 marzo:        Alex Di Reto - Maurizio Lollo

          Ven 26 marzo:     Michele Spreghini - Fulvio Montauti

          Sab 17 aprile:      Carlo de Nonno - Alfonso Giardino

 

          Contraltare della rassegna, i concerti di Mariano De Simone, studioso delle origini della musica nord americana e virtuoso fingerstyle, tra i più noti banjoisti italiani. Come saggista, in più libri ha illustrato le tradizioni Scotch-Irish, Cajun e Tex-Mex giunte in America dall'Inghilterra, dall'Irlanda, dalla Francia e dalla Spagna.

 

 

        

 

 

 

         Ancora a contorno della rassegna, una lezione - concerto  tenuta da un concertista già apprezzato nella passata stagione: Carlo de Nonno. Nello stile del Circolo le lezioni saranno quanto di più ameno si possa pensare e i brani spazieranno nei repertori più distanti tra loro.

 

 

          Né questo esaurisce la presenza di chitarristi nel calendario dell'Associazione, che, come in passato, vede i concerti di Pietro Frisani, Federico Provvedi, Angelo Cascarano.

 

 

        Pilastro portante poi, già da tre stagioni, il grande maestro di cordofoni nonché ricercatore delle origini della musica nord americana: Mariano De Simone (vedi). Tra i suoi libri, bellissimo e documentatissimo "Benvenuti in America" studio delle tradizioni Scotch-Irish, Cajun e Tex-Mex

giunte in america dall'inghilterra, dall'Irlanda, dalla Francia e dalla Spagna. Oltre ai molti concerti e alle lezioni-concerto tenute nel Circolo, De Simone ne dirige il laboratorio di musica e ne guida gli stage di balli collettivi nord americani, come già in passato presso il CEMEA.

 

 

note sui concertisti della rassegna

  

Libero Iannuzzi

Nasco a Roma, a Rebibbia, da padre impiegato e mamma insegnante. Cresciuto tra treno, carcere, fiume. A dieci anni scappo di casa, mi ritrovo in un circo. Mi prendono con loro a girare il mondo. Facevo l'equilibrista e il mangiafuoco. In Romania mi perdo, trovo una casa, cresco con una famiglia Rom. Eravamo in dieci, ed io ero il più grande. Dopo un paio d'anni decido di ritornare a casa. Faccio l'autostop, mi da un passaggio un vecchio partigiano, mi riporta a Rebibbia. Ma la mia casa non c'è più, la mia famiglia nemmeno. Solo una chitarra. Che altro potevo fare, se non suonare il blues?

Suono la chitarra, canto, scrivo ogni tanto... perchè non potrei fare altrimenti.

Suono in giro, ogni tanto nella mia stanza, ogni tanto su qualche panchina, ogni tanto in autobus, ogni tanto in ascensore, ogni tanto in treno o in macchina, in coda sul raccordo.”

 

 

 

Daniele Ranieri

Nasce a Roma il 16 Gennaio del 1980. Inizia a suonare la chitarra elettrica all’età di 16 anni e frequenta dal ’97 al 99 l’università della musica di Roma. Successivamente conosce Daniele Bazzani dal quale prende lezioni di chitarra acustica. Partecipa al “ New sound of acoustic music” di Sarzana classificandosi secondo. Partecipa anche al concorso Nazionale “Acoustic Way” classificandosi tra i finalisti. Attualmente sta producendo il suo primo CD.  

 

 

 

 

 

 

Michele Spreghini

Nasce nel 1977 a Grosseto e inizia lo studio del pianoforte all'età di sette anni. Dopo 5 anni di conservatorio, interrompe l'apprendimento della musica fino al 1990 dove prova a mettere sulla chitarra acustica gli apprendimenti avuti sul pianoforte, nonostante le difficoltà oggettive.

Caparbiamente riesce a prendere dimestichezza con questo nuovo strumento e negli anni a seguire arriveranno i primi concerti nei locali del grossetano e provincia con vari gruppi di musica rock e blues.

Intraprende lo studio del fingerstyle nel 1995 e da allora è alla continua ricerca di nuove sonorità e modi di suonare la chitarra acustica, sulla scia di guru come Michael Hedges, Billy McLaughlin, Don Ross, Preston Reed, Michael Kelsey.

Attualmente la sua attività, sia concertistica che didattica, è basata sulla divulgazione delle tecniche percussive, delle accordature aperte e degli approcci ed espedienti ritmici sulla chitarra acustica.

 

Carlo de Nonno. Compositore e chitarrista, ha collaborato con musiche originali, agli allestimenti di tutta la produzione teatrale di Annibale Ruccello ed ha al suo attivo le colonne sonore di decine di spettacoli teatrali. Le sue musiche sono state eseguite in importanti festival di musica contemporanea. Ha studiato chitarra classica con Sergio Notaro e attualmente prosegue gli studi con Vincenzo Di Benedetto

 

Riportiamo la nota introduttiva che Carlo ha scritto per il suo  Concerto del 2007  nel Circolo, perché contiene riflessioni interessanti sul rapporto musica e chitarra. Il "tema" richiesto dai committenti, era la "cantabilità" nella musica colta

La chitarra fa piangere i sogni”: è il folgorante inizio di una famosa poesia di Federico Garcia Lorca dedicata a questo strumento, da sempre anima sia della tradizione popolare che di tanta musica colta, naturalmente tenendo conto del vuoto di entrambe le definizioni.

 Vuoto che però viene notevolmente colmato se si affianca alla chitarra (classica, tanto per restare in tema di definizioni di comodo) il concetto di song… sì la canzone e in senso più ampio la cantabilità.

 Perché è innegabile che l’uomo ha spesso sentito il bisogno di affidare i propri “sogni” a questa forma minima ma compiuta di espressione artistica (spesso accompagnata da una chitarra in senso lato), si presenti essa in forma di raffinato pezzo di corte di John Dowland (oggi di gran moda dopo l’operazione di recupero da parte di Sting: e non è un caso), o di scintillante stilema classicheggiante nello stile di Francisco Tarrega, oppure di canzone napoletana oppure di standard gershwiniano o di pop song tipo “Battisti, la spiaggia, i falò”, per non parlare dello sterminato territorio di confine tra generi rappresentato dalla musica brasiliana.

 Nessuno strumento più della chitarra classica può permettersi di rispettare se stesso e allo stesso tempo di uscire da sé nell’attraversare repertori  così diversi, variegati eppure omogenei nella forma, di “prendersi una vacanza” e di restare lo strumento che si lascia “toccare” (come dicono con grande efficacia gli spagnoli) da tutti i generi e gli stili.

 Anche l’esecutore di questa sera si prende una vacanza dalla sua attività di compositore e ritorna al suo antico amore ripercorrendo, attraverso scritture originali, rielaborazioni e arrangiamenti di canzoni,  la lunga storia di un lungo sogno.

 

Maurizio Lollo

Classe ’56, Maurizio segue la propria passione per la chitarra come tanti suoi coetanei, influenzato dall’esplosione musicale di quegli anni, prediligendo però alle sonorità elettriche quelle della chitarra acustica, fin da quando riesce ad acquistare la sua prima EKO nel 1969.

Dopo alcune “soste” musicali, alla verde età di 46 anni riprende a suonare in compagnia dell’amico e collega Luigi Ruffini (allievo di Stefan Grossman), che gli farà conoscere la chitarra acustica ed i maggiori rappresentanti del fingerpicking. Decide di approfondire seriamente lo studio di questa tecnica e segue i corsi della Lizard a Fiesole, dove diventa allievo del Maestro Davide Mastrangelo, presso il cui Centro Studi Fingerstyle di Arezzoquale continua a perfezionarsi tuttora.

Scomparso il suo amico Luigi, prende a suonare in duo di chitarre acustiche e voce country, folk, blues e cantautori italiani.

La frequentazione della comunità di fingerpicking.net lo porta a conoscere altri appassionati e a partecipare alle due ultime edizioni di Chitarre In Castagna, manifestazione organizzata a Santa Fiora dall’amico Fulvio Montauti.

 

 

 

Alfonso Giardino

Come tanti ragazzi degli anni ’70, Alfonso, a 14 anni, inizia a suonare la chitarra grazie al “solito” amico che conosce gli accordi di “quella” canzone…

Ha la fortuna che proprio in quel periodo le famose (o… famigerate…) tablature curate da Andrea Carpi sulle pagine della rivista musicale Ciao 2001 presentino i brani dei suoi “eroi” di quel momento: CSN&Y, Jorma Kaukonen, John Martyn, i loro nomi. E da allora è sempre stato fingerpicking ed è sempre stato chitarra acustica.

Acustica si, ma… classica! Corde di nylon, quindi, che saranno abbandonate solo dopo aver conosciuto il chitarrista americano Stefan Grossman.

Una serie di combinazioni fortunate legate all’acquisto dei dischi della Kicking Mule (casa discografica di Grossman), la richiesta di nuovi cataloghi e la notizia che Grossman risiede in quei primi anni ’80 a Monte Porzio Catone, lo portano a frequentare le sue lezioni sobbarcandosi il viaggio da Napoli, in compagnia di altri due amici, tutti “incastrati” in una Fiat 126 con tutte e tre le chitarre… dentro!

Segue una splendida esperienza nella cooperativa teatrale Il Carro, ricca di amicizie, emozioni e musica.

Il lavoro, poi, però, ridurrà notevolmente il tempo per la chitarra, limitandolo alle sole occasioni “casalinghe”. Ma il 2001, col trasferimento a Roma arriva la “scoperta” di fingerpicking.net , e quindi un prepotente “ritorno di fiamma”. E allora, grazie all’influenza degli altri amici chitarristi , riprende a suonare con continuità, avendo anche l’opportunità di esibirsi nell’ambito dell’Acoustic Guitar International Meeting di Sarzana. Da un anno frequenta le lezioni del maestro Davide Mastrangelo presso il suo Centro Studi Fingerstyle di Arezzo.

 

Alex Di Reto nasce a Roma nel 1955.

Dal 1964 al 1968 vive in Canada dove scopre i suoni della chitarra acustica.

Dall’influenze dei folk singers americani, passa alla tecnica del Fingerpicking studiando col maestro Stefan Grossman.

Nel 1983 vive a Chicago e frequenta la “Old Time School of Folk Music”.

Nel 2000 è co-fondatore di www.fingerpicking.net sito dedicato alla chitarra acustica, curandone la parte didattica e collaborando alle varie iniziative.

Nel 2002 pubblica in VHS “La Chitarra Slide”, video didattico sulla tecnica del “bottleneck”.

Collabora e partecipa alle varie iniziative italiane come l’Acoustic Franciacorta , l’International Guitar Meeting di Sarzana etc.   Nel 2006 pubblica il suo CD “My Own Song”, comprendente sette sue composizioni con voce e chitarra, registrato live in studio e recensito dalla rivista “Chitarre” nel mese di Dicembre 2006.

Nel suo repertorio concertistico si ritrova l’epopea della musica Afro-Americana, dalle radici al blues urbano, presentata attraverso il canto ed i suoni della chitarra fingerpicking, bottleneck e lap-style.

Roberto De Luca. Classe 1964, è essenzialmente un autodidatta. Da sempre appassionato della musica americana,  in particolare della west coast, agli inizi degli anni 80 segue il percorso di  centinaia di altri chitarristi italiani e si imbatte nella musica di Steven Grossman scoprendo il fingerpicking. Un amore a “prima nota”, che non abbandonerà mai più. Dopo una lunga pausa coincidente con gli studi universitari e i primi impegni lavorativi, sul finire degli anni 90 ritorna alla musica per chitarra acustica, esibendosi come solista e in duo su un repertorio di classici del fingerpicking tradizionale,  accostandosi al contempo al blues acustico, genere fino a quel momento poco praticato. Nel 2001, il contatto con fingerpicking.net  gli offre la possibilità di approfondire il discorso sui generi e sulle tecniche legate alla chitarra acustica, in un proficuo scambio di idee e di esperienze musicali con la straordinaria comunità di chitarristi, che progressivamente si viene formando intorno a questo portale. La scoperta della musica di Franco Morone (senz’altro il suo principale punto di riferimento) e delle accordature aperte lo porta a esplorare territori ed atmosfere musicali sempre più particolari, legati soprattutto alla musica folk tradizionale, al filone celtico e alla new age. In quest’ottica si inquadra anche la  riscoperta di molti classici della canzone d’autore italiana, che vengono rivisitati e riproposti in originali e talvolta bizzarri arrangiamenti strumentali per sola chitarra acustica. Uno di questi, una cover strumentale di un famosissimo brano di Fabrizio De André, ha l’onore di essere incluso nella triplice antologia “36”, edita da fingerpicking.net nel 2003, che raccoglie i contributi musicali di molti fra i migliori artisti della chitarra acustica italiana.

 

Fulvio Montauti   Ha iniziato a suonare la chitarra elettrica in un gruppo. In seguito, l'amore per la musica acustica e per il blues gli hanno fatto incontrare lo stile fingerpicking che non ha più abbandonato (e per questo deve ringraziare anche Andrea Carpi con la sua rubrica CHITARRA su Ciao 2001).

E’ un amante della buona musica (non classica) ispirato in particolare al Jazz e al Blues.
Autodidatta che ha acquisito le proprie conoscenze su manuali, spartiti e dischi di S.Grossman, J.Renbourne, M.Dadi, F.Morone, G.Unterberger, R.Ruskin, L.Kottke, J.Fahey, J.Kaukonen, oltre alla miriade di chitarristi che tramite questi ha conosciuto. Nel 1991 (per un anno indimenticabile) è andato a lezione da G. Unterberger.

Dal 1990 al 1995 ha suonato in pub presentando un repertorio di solo fingerpicking.

Attualmente sta studiando Chitarra Jazz sui metodi di Joe Pass, Franco Cerri e Antonio Ongarello, cercando di integrare queste conoscenze nello stile fingericking.

 

 

 

 

Giovanni Pelosi

Nasce a Roma nel 1952, e suona, come chitarra elettrica solista in diversi gruppi, nel corso degli anni Sessanta e Settanta. Nel 1981, incontra il fingerstyle tramite Giovanni Unterberger, il piu' importante chitarrista acustico, nonchè insegnante, in Italia. Nello stesso anno, conosce Stefan Grossman nel suo "periodo italiano". Con simili amicizie, non può che diventare chitarrista fingerstyle e realizzare i suoi primi arrangiamenti pubblicati nel libro "Beatles per chitarra fingerpicking" (edito dalla Berben edizioni nel 1983). In concerto ha suonato con Giovanni Unterberger, Stefan Grossman, John Renbourn, Duck Baker e poi con molti chitarristi italiani, mentre continua a realizzare numerosi arrangiamenti. A lui è stata affidata dai fondatori la direzione artistica del portale fingerpicking.net.

 

 

 

 

 

 

Dopo il primo concerto, la notizia della rassegna appariva anche in una nota ANSA

(ANSA) - ROMA, 13 GEN - Un festival di fingerstyle a Roma.

Tre serate per apprezzare l'uso di uno strumento popolare com'é la chitarra secondo il metodo più suggestivo , quello appunto del fingerstyle, un termine che individua un insieme di tecniche diverse, tutte basate, però, sull'uso delle dita per pizzicare le corde. Un rapportarsi alla chitarra quasi sempre 'in solitario', secondo una concezione polifonica dello strumento, non diversa da quella del pianoforte. Il festival, organizzato dal circolo Arci Arcobaleno (nella sua sede di via Pullino 1) insieme al portale Fingerpicking.net, che riunisce una delle maggiori comunità italiane di chitarristi acustici, propone una serie di appuntamenti per una carrellata di stili, tecniche e generi musicali diversi con i quali è possibile approcciare la chitarra fingerstyle (dal folk alla classica, passando anche per il jazz, il blues e la canzone d'autore italiana).

 Il 22 febbraio si esibiranno Carlo de Nonno, Alfonso Giardino e Maurizio Lollo, il 18 aprile Roberto De Luca, Alex Di Reto e Fulvio Montauti. Si chiuderà il 30 maggio con Giorgio Mazzone e Giovanni Pelosi.(ANSA)